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Tutte le novità sul mondo dell'Arte

Pittore | Panicali Michele

Panicali Michele opera in Marche nella specifica di Corrente figurativa .

Per Informazioni: michelepanicali65@hotmail.it
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Le opere di Panicali Michele

L'albero del mio giardino di Panicali Michele
Primavera meccanica di Panicali Michele
Christmas tree 2015 di Panicali Michele
Dubito pubblico di Panicali Michele
Cerco energia ecosostenibile di Panicali Michele
Black exodus  di Panicali Michele
Dimmi che guarirò  di Panicali Michele
Ruggine di Panicali Michele
La purificazione di Panicali Michele
Isola del pil di Panicali Michele
Albero della conoscenza di Panicali Michele
Biografia
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Critiche
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Mostre
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Informazioni
Michele Panicali nasce a Fano (PU), pittore figurativo surrealista, attualmente iscritto all'Associazione Culturale ProArt.
Diplomato all'Istituto d'Arte Adolfo Apolloni, nella sezione di Decorazione Pittorica sotto la guida dei Maestri Emilio Furlani e Giorgio Antinori.
La sua prima esposizione risale all’anno 1994 nell’occasione di una mostra collettiva a Fano (PU).
 
Predilige la pittura ad olio con cui elabora una tecnica di esecuzione raffinata nella realizzazione di dettagli e di una colorazione caratteristica ricca di tinte e sfumature.
Altre tecniche pittoriche che l’artista utilizza sono: acrilico - tempere - carboncino - chine - grafite - penne a sfera.

Temi iconografici dell’attività pittorica di Michele Panicali:
- Humanoidi.
- Nuclear.
- L’Oracolo. 
- Teste di Fuoco.

Credo che il compito di un’artista non sia solo  produrre bellezza, ma di giungere e dare quel messaggio dove non arrivano le parole. I dipinti e le sculture sopravvivono all’artista che le ha create e sono come impronte fossili scolpite sulla pietra che trasmetteranno nel tempo quell’urlo interiore di chi le ha realizzate : è questa la potenza dell’arte!”.

L'artista Michele Panicali - https://www.gigarte.com/michele-panicali/opere
  




INTRODUZIONE ALL’ARTE PITTORICA DI
MICHELE PANICALI
 
 
Michele Panicali sofferma la sua attenzione sulla conflittualità e sulla tensione emotiva che si vive in una società, una continua lotta tra il bene ed il male che si instaura all’interno di un panorama industriale, urbano e naturale. 
L'artista realizza immagini surreali ricche di fascino e di significato nascosto

Il realismo dei suoi lavori deriva dal fatto che prende ispirazione dalla realtà, dalle immagini dell’arte del passato e dell’arte contemporanea; l’eseguire uno stravolgimento dell’immagine ed un aumento sulla carica espressiva con innumerevoli elementi e simboli, fanno di lui un surrealista provocatore, riflessivo  e critico della società moderna.

Analizzando diverse tematiche (come la crisi dei valori economici e sociali, la cura per l'ambiente,  l’avidità, la venerazione della bellezza, l'interiorità, il misticismo, le caratteristiche emozionali) Michele Panicali realizza la sua produzione pittorica di una serie di illustrazioni coinvolgenti e di notevole maestria tecnica. 
 

Guarda il video delle opere dell'artista Michele Panicali pubblicato su youtube.
 

INTERVISTA ALL'ARTISTA MICHELE PANICALI

Con l’arte non solo produrre bellezza ma lanciare messaggi
di Dino Sabatini - 10 Giugno 2021 

Qual è il significato delle tue opere? “Ogni lavoro vuol dare un messaggio: ad esempio i dipinti dal titolo Le isole è un inno alla bellezza ed alla pace della natura che troviamo nei nostri borghi dell’entroterra dove l’opera dell’uomo si sposa con l’armonia della terra. Altri lavori sono nati attraverso i miei pensieri, come gli Alberi, piante secolari o millenarie, che definisco oracoli, i quali sono stati testimoni di storie  ed accadimenti avvenuti nel passato, che noi non abbiamo vissuto, ma conosciuto solo attraverso racconti degli anziani o lette sui libri: chi meglio di loro possono dare risposte ai nostri interrogativi? Poi una serie di altri lavori dal titolo Porte e Finestre sono dedicati agli edifici antichi e architetture storiche dove con la giusta sensibilità si potrebbe percepire la presenza di personalità immaginarie, che nel tempo li hanno vissuti”.

Come sono composti i tuoi dipinti? “Amo dipingere su tavole di legno preferendole alla tela. I miei lavori sono descrittivi, particolareggiati e ben definiti dove traspare la mia formazione di decoratore pittorico. Le tecniche che uso sono varie e tutte da me personalizzate. Ho iniziato con colori e materiali che spesso derivavano da scarti di lavoro, oppure vernici usate per altri scopi come smalti per ferro. Ho dipinto di tutto, dalle tavole alla tela ed ai tanti oggetti come caschi, motorini, auto, scocche per vespe eccetera. Ora uso prevalentemente colori ad olio che richiedono tempi lunghi di realizzo, ma le mie opere non sono frutto dell’improvvisazione. Qualsiasi lavoro viene prima elaborato nella mia mente, studiato per non risultare banale ed invogliare il fruitore a fermarsi per osservarlo ed interrogarsi. Eseguo anche disegni a penna a sfera su carta paglia ed una volta fissati, incornicio da me con supporti di legno di abete dipinti con colori neutri oppure trasparenti per mostrare le venature del legno”.

Allora i tuoi dipinti devono parlare alla gente? “Chiaramente tutte le mie opere devono lanciare un messaggio, come ad esempio con Humanoidi, descrivo l’uomo che sta perdendo la sua umanità per diventare macchina insensibile alle bellezze da cui è circondato. Egli entra in un meccanismo perverso, di iperproduzione e di competizione per un folle consumo regolato dalle leggi economiche e di mercato. Così egli inquina e devasta la terra depredandola delle sue materie prime impoverendo sempre più il territorio. L’uomo è diventato parte integrante dell’inquinamento, causa di malattie e morte prematura di ogni essere che abita il pianeta”.

Come ti sei avvicinato alla pittura? “Fin da bambino ho avuto sempre una fervida immaginazione e spesso un album da disegno con matite e colori mi tenevano compagnia. Ritraevo tutto, dagli animali, alle persone o ai paesaggi, ma le rappresentazioni che ne uscivano erano sempre più vicino al mio mondo interiore, che privilegiava l’immaginazione alla realtà. Terminate le scuole dell’obbligo, fu il mio professore di disegno ad indirizzarmi all’Istituto d’Arte Apolloni di Fano dove mi diplomai nella sezione di decorazione pittorica. In quella scuola ebbi come professori grandi artisti che completarono la mia formazione, per poi ritrovarne  alcuni di loro, quando approdai all’associazione ProArt di Piagge di Terre Roveresche”.

Come giudichi il tuo essere pittore? “Oltre alla formazione ricevuta all’Istituto d’Arte ed al mio desiderio d’espressione, hanno certamente influito anche le esperienze lavorative praticate dopo aver conseguito il diploma di maturità. Ho conosciuto entrambi i mondi, quello che definisco dell’alienazione industriale e quello della Natura di Madre Terra. Infatti questi temi ricorrono sempre nei miei dipinti, che unito al desiderio di provare di  cambiare  il mondo con tutte le sue derive, che così strutturato spesso non condivido, hanno fatto di me un pittore.  Il disegno e la fantasia abbinati ad un’idea originale determinano secondo me un buon risultato e di conseguenza la possibilità in pittura di farsi sempre ascoltare”.


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