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  • MILANO - L'artista Tina Lupo partecipa alla mostra Biennale Milano International Art Meeting presentata da Vittorio Sgarbi, inaugurazione Giovedì 10 ottobre 2019,

  • VOGHIERA (FERRARA) Mostra d'arte "Lucrezia le Arti e lo Spettacolo" Vernice sabato 7 settembre 2019 ore 18:30 Direttore artistico: Susanno Tartari critico d'arte: Antonio Castellana. La mostra è allestita fino al 29 settembre 2019 Strada Provinciale 274 - 44019 - Voghiera (Ferrara). Il presidente dell'Archivio Monografico dell'Arte Italiana, Michele Maione, presente all'inaugurazione della mostra.


Tutte le novità sul mondo dell'Arte

Pittore Poeta | Scarani Irno

Scarani Irno nasce a Milano nel 1937 opera in Veneto nella specifica di Corrente astratta .

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Le opere di Scarani Irno

Fermenti embrionali di Scarani Irno
Figure in movimento di Scarani Irno
Figure con artigli di Scarani Irno
Fantasia embrionale di Scarani Irno
Groviglio umano di Scarani Irno
Colomba in fuga di Scarani Irno
Biografia
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Critiche
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Mostre
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Informazioni
Irno Scarani nasce a Milano nel 1937, vive a Pozzale di Cadore (Belluno). Pittore, grafico e poeta, artista autodidatta
Già dall'adolescenza l'artista inizia a ricercare nelle forme e nei colori un’espressione visiva che ha come connotato principale l’evoluzione dell’esistenza. I soggetti delle sue opere sono eseguiti con la tecnica mista, olio e tempera, negli ultimi anni Irno Scarani abbraccia, con notevole successo, la tecnica del pennarello che utilizza per concretizzare la sua intuizione interiore ed emozionale.
Una pittura che sembra prendere spunto dall'arte messicana, un astrattismo-surreale antropologico che tiene conto della volontà dell'uomo non in senso culturale-politico ma con intuizione spirituale. 
L’intreccio di forme astratte e disegni derivanti dalla forma geometrica si concretizzano in entità di sagome irreali ben delineate mediante l'uso del pennarello. Il richiamo all’astrattismo diventa puramente indicativo in quanto Irno Scarani associa ad ogni tratto o linea pittorica una ricerca complessa che si basa sulla nascita di embrioni. Le fasi iniziali della vita diventano per l’artista una sfera emozionale per delineare diverse capacità interpretative. 
Un’arte grafica che alimenta il solido rapporto che l’artista ha con la natura, con l’essere umano e con tutto l’universo rivisitato attraverso una fervida immaginazione. Le opere rappresentano un mondo nuovo, ambientato in un futuro imminente ed abitato da presenze insolite.
Ha frequentato il corso di nudo all'Accademia di Brera. 
Nel corso degli anni ha partecipato a mostre personali, mostre collettive e a molti eventi artistici, riscuotendo successi ed apprezzamenti di pubblico e critica. 


"Fermenti di fuoco" - 2018

pennarelli su carta - cm 23x34 - pezzo unico.
 
 
Guarda il video delle opere di Irno Scarani su youtube.


Irno Scarani si diletta a scrivere poesie che trovano un concreto risvolto poetico nella maestosità della natura, sinonimo e metafora di vita; le sue poesie raccontano il mondo attuale, affiorano problematiche culturali e sociali descritte attraverso lo sguardo profondo di un’elevazione spirituale.

Una ricerca del sé e del divino sono il comune denominatore di tutta la sua produzione pittorica e poetica

Per consultare il portale inerente la poesia: www.italian-poetry.org/irno-scarani/



Raccolte di poesie pubblicate:
- "Sulle ali della notte sovrana" (Edizione del Giano, 2019). 

- "Tra luce e dolore" (Tiziano, 2017). 

- "Cronache di luce e sangue" (Edizione del Giano, 2013).

- "Un quotidiano esistere" (Edizioni del Leone, 2012). 

- "La cadenza dell’amore" (Libro Italiano World, 2009). 

- "Voce nascente voce morente" (Edizione del Giano, 2008). 

- "L’oscuro germoglio della notte" (Stango Editore, 2003).

- "Frammenti del viaggio" (Amadeus, 1999).

- "Occhio di presagio" (Rebellato, 1975).

- Irno Scarani ha pubblicato anche un libro di aforismi e pensieri: "Le parole corrono sul fiume umano" (Edizione del Giano, 2014).



POESIE DI IRNO SCARANI



IL BIANCO SILENZIO DELLA NEVE

"Sui campi lampeggiano brillii.
I monti lucenti
trafiggono il cielo imperlato di chiarori.
La neve lieve e frusciante
è un lenzuolo di algide piume
che s’adagia sul sonno dei morti.
Un fragoroso sbattere d’ali
scuote i rami del susino
e una pioggia di polvere bianca
sfarfalla nel vento leggero.
La neve scende sovrana e infinita."

- IMMENSITA'- (anno 2013)

Seguendo nell’umile sapienza
la rotta del pensiero
entro nella luce infinita
che germoglia la nascita delle cose
e tutta l’oscurità abissale
s’inonda nel seme azzurro.
Ascolto tra fulgenti abetaie
il vento lieve che palpita
come la mia voce mortale
e il fuggente silenzio
m’infiamma d’infinito.
Non c’è oro che brilli più del sole.
In quale divina luce
scoprirò l’essere che sono?
Come questa terra rocciosa
mi specchio nei vasti spazi
e lievemente gemendo
per le cose murate
dall’insondabile destino
scruto i segni dell’anima sfuggente.
Sondando dolorose stagioni
e l’immensità interiore
naufragherò nella materia oscura.
E sorpreso da verdi bagliori
navigo nella solenne quiete
dove splende la sacrale umiltà
d’ogni cosa vivente
che mi conduce altrove.
Ogni attimo umano
che vivo nell’oscuro infinito
ha il lampo fuggente d’una stella
ed io non sono
che la viva stagione
d’un quotidiano errare."


- INSEMINATO - (anno 2003)

Sale la luce dall’oscurità
come io salgo dai flutti della notte
alla purissima voce.
Un fuoco arcano
accende la maestà del silenzio.
La mia visione s’invola
come un angelo spinato
tra i serpeggianti terrori
sulla terra danzata dagli spettri.
I rintocchi dell’orologio
scuotono le ombre umane
cariche di presagi.
Nella natura barbarica e pura
mi specchio come un viandante
nella fulgida sacralità
d’un viaggio umile e misterioso
al di là dei deliranti tumulti
interrogando il fuoco nuziale
delle cose insondabili.
Inseminando
nello spirito nascente
dove i cuori germogliano
nella verde forza
e il messaggero conduce
alle soglie sfuggenti
cerco il volo celeste
e il folgorante lampo
d’una possente verità.
Nella dimora dei beati
il sudario luttuoso
è un grembo stellare consacrato."

- IL BIANCO SILENZIO DELLA NEVE - (anno 2001)

"Il bianco silenzio della neve
mantella la mia solitudine.
Sui campi lampeggiano brillii.
I monti lucenti
trafiggono il cielo imperlato di chiarori.
Nel giardino silenzioso
il piccolo cane nero s’infagotta
con giocosi balzi.
La neve lieve e frusciante
è un lenzuolo di algide piume
che s’adagia sul sonno dei morti
e fa gridare i bambini
che s’avventano nel gioco ridente.
Sulle abetaie fiabesche
aleggiano densi bagliori e sparuti voli.
Il gatto maculato trapunta
di orme arabescate il viottolo.
Un fragoroso sbattere d’ali
scuote i rami del susino
e una pioggia di polvere bianca
sfarfalla nel vento leggero.
Maria in pigiama fuma sul terrazzino
brontolando alle avversità
che sforacchiano la vita.
Il corvo muto e sfuggente
è una piccola macchia nera
sulla torretta della chiesa.
La neve scende sovrana e infinita.
Ritorna la quiete profonda,
fumano i camini, rintoccano le tre,
il cuore naufraga nell’oscura malinconia
e tutto s’ingremba
nel fuggitivo scorrere del tempo."


- CIELI ALTISSIMI PIANGONO - (anno 2000)

"Cieli altissimi piangono.
L’umanità è sorda
ai lamenti della natura.
Si sventrano luoghi intoccabili.
Si cementifica armonia e bellezza.
Si espropriano identità umane.
Volti naufragati e preganti
s’ingemmano nelle selve lucenti.
Il dolore germoglia sulla terra
ferita dalle menti divoranti.
Ascoltiamo il gemito della
purezza che s’invetta
nella notte stellare.
Invochiamo sul vorace abisso
e sulla porta luttuosa
l’occhio che fulmina e benedice.
Deponiamo lo scettro
nei nidi del sole
e l’umile passo
sarà una zolla feconda.
I testimoni
hanno una sacrale veggenza
e mantelli di luce
avvolgono i sigilli nuziali.
Sulla terra
i viandanti sanno
cosa c’è oltre l’ultima porta
e la penna dell’oblio
scrive i nostri nomi
sul fruscio della cenere."

- SALITA AL RIFUGIO - (anno 2000)

"Scavata
e limpida di fuoco
è la mia parola
tra questi azzurri abissi
e rocciosi silenzi.
M’ingrembo d’infinito
specchiandomi
nell’umana voce del vento
e l’anima solitaria
un po’ spaurita
vaga nel tempo fuggente.
Una misteriosa quiete
ricolma di luce il mio cuore
naufragato nella dolorosa
immensità.
Sostando
sul pietroso ciglio
medito sulle vane e oscure cose
che intarlano la vita.
Il falco ruota
nel cielo cristallino
dispiegando le ali
tra un lieve suono di vento
e il sordo ronzio degli insetti.
Mi sorprende un arcano stupore
in questa sacra beltà
che odora di muschio.
Divampa il mio spirito
ebbro di luce e solitudine
e tutte le cose rigermogliano
nel mio solare cammino
umilmente scrutando
il divino spazio
e l’insondabile meta."

- VADO SCRUTANDO - (anno 2000)

"Vado scrutando
visioni inselvate nel buio
e dissemino la ferita umana
di urlanti cani invisibili
per l’errore del mondo
che lapida sui troni fulgenti
le stagioni della beltà.
Vado scrivendo
una lingua chiara e impetuosa
con aspre solitudini,
alfabeti diluvianti e germogli stellari
per l’errore del mondo
che seppellisce in algidi pensieri
l’impeto fulminante
e l’estasi della lingua.
Errando in solitaria luce
m’ingrembo d’ineffabili misteri
e la possente voce
mi avvolge nei flutti della notte.
Vado disseminando
una sottile rabbia e dolorose invettive
per l’errore del mondo
che dirama vellutati morbi
e mascherati dominii.
Ricolmo il vuoto blaterante
specchiandomi nelle mitiche coscienze
per l’errore del mondo
che scardina i dialoghi dell’anima
e frantuma parole
stellate di verità."

- CAMMINO - (anno 1999)

"Da quanti anni
cammino ignaro e denudato
dai fulmini del tempo
che mi sorprende sulla soglia
ormai fioca e alata di ombre
con i sensi segreti
ancora vivi e l’oscuro tormento
nei giorni vuoti e insensati
o tra voci inique e vane.
Smemorando tutto
a tratti sorgo dal nulla
o da un sogno mortale
e risveglio sopiti albori
nell’anima stanca
qua e là scagliando ancora
qualche verde freccia.
Questo fragile risveglio
nel fiammeggiante mistero
della vita è un piccolo
balzo di tigre che
s’inabissa all’indomani.
Eppure sempre cammino
ignaro e lucidamente assorto
nella ridente maschera del tempo
che mi sorprende ineffabile
con inganni e umane promesse
nelle mie piccole brame
ancora vive e oscuramente assetate.
Come tutto va dileguandosi
e non si hanno più latitudini
e solari impeti
per fiondare l’aria
con ali di fuoco."

- OLTRE LA FINESTRA - (anno 1998)

"Oltre la finestra
tutto s’infuoca
nella visione abissale.
Sguardi vuoti e anime tortuose
attendono passi di luce.
è il mio modo naturale
e un po’ dolente
di scrutare l’immensità.
Qua e là si ramifica
il suono del tempo
e oscure voci arcane
solcano l’orma pietrosa
che infossa gli addii.
Si dirama il filo rosso del mondo,
lo spirito diviene scintilla
e il risveglio del cuore
è un brusio d’ali gemmate.
Alzano muri d’ombra.
I chiavistelli piombati
serrano paure
e ossute solitudini
ingrembano le stanze.
Una rete metallica
disegna assurdi confini.
L’uomo esiliato dalle ombre
vaga tra sogni e misteri
scrutando l’insondabile infinito
e la sua anima assediata
dagli spettri
attende segnali di luce
sulla muta soglia."


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