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Scrittore | Crescini Marco

Crescini Marco nasce a Trento nel 1968 opera in Veneto .

Per Informazioni: cresciniscrittore@gmail.com
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Le opere di Crescini Marco

Astrid di Crescini Marco
Astrid di Crescini Marco
Astrid di Crescini Marco
Biografia
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Critiche
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Mostre
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Informazioni
Marco Crescini nasce a Trento nel 1968 e all'età di un anno si trasferisce con la famiglia a Mestre (Venezia). Si laurea in Psicologia con indirizzo sperimentale all’Università degli Studi di Padova, città in cui attualmente risiede.
Lavora in ambito psicologico in alcune strutture del territorio veneto, con bambini diversamente abili. Si occupa per un paio d'anni di ricerca nel campo dell'epistemologia. 
Marco Crescini coltiva numerosi interessi, tra cui la musica, passione che lo porterà ad esibirsi per oltre un decennio come cantante in alcuni gruppi rock-metal. Oltre alla lettura ed alla scrittura, predilige il cinema, la montagna, nonché viaggiare e praticare varie discipline sportive, tra cui il calcio e il free climbing.

Pagina facebook di Marco Crescini: https://www.facebook.com/marcocresciniscrittore/
 
 
MARCO CRESCINI 
scrive il romanzo dal titolo "Astrid" - pubblicazione: 
settembre 2017. 
      


Per la copertina, del romanzo pubblicato, lo scrittore sceglie l'opera della pittrice Claudia Bonifaccio  dal titolo "La pelle dell'anima" 


Astrid,
primo romanzo dello scrittore, sarà pubblicato nell'anno 2017, 
un testo che è parte fondamentale di soluzioni misteriose ricche di audaci confronti con la vita, la morte e la spiritualità. 
La stesura dell'autore è sempre in formazione, i suoi personaggi possiedono qualcosa di meraviglioso, Crescini focalizza l’attenzione su singoli individui che hanno il compito di portare avanti la storia dell’umanità senza mai fermarsi, una ricerca profonda sull’individuo, sulle certezze, sull’interiorità e sul mistero dell’esistenza spirituale. 


PREFAZIONE DEL ROMANZO "ASTRID" scritto da MARCO CRESCINI

“Notte, neve e sabbia disegnano la forma
della mia patria sottile
tutto il silenzio giace nella lunga linea,
tutta la spuma straripa dalla barba marina
tutto il carbone la colma di misteriosi baci” 
Pablo Neruda

Era l'estate del 2002, dopo un periodo abbastanza difficile, decisi che ad ottobre dello stesso anno, in occasione del mio trentacinquesimo compleanno avrei fatto un viaggio oltreoceano, più precisamente in sudamerica, un continente che mi ha sempre affascinato. Avevo bisogno di staccare la spina dalla routine quotidiana che mi stava soffocando. In un certo senso avevo la necessità di ritrovare me stesso e stabilire alcuni punti fermi. Pensai che un viaggio in quella zona del mondo mi avrebbe aiutato a venire a capo del nocciolo della questione. Dopo aver letto “Il mio paese inventato” di Isabel Allende, presi la mia decisione: sarei volato in Cile. Con l'occasione del viaggio avrei rivisto dopo un paio di anni un mio vecchio amico italiano che viveva e lavorava a Temuco, una cittadina detta la porta del sud, situata nella regione dell'Araucanìa del Cile. Poco prima di partire riuscii ad avere il suo numero di telefono. Quando ci sentimmo pochi giorni prima della mia partenza, ebbi la netta sensazione che non fosse molto meravigliato del mio arrivo. Gli chiesi spiegazione perchè la sua reazione telefonica mi aveva lasciato spiazzato. Mi disse che la mia visita era stata prevista qualche tempo prima da una sua amica di origine mapuche, grazie alla lettura dei fondi di caffè, pertanto in un gioco di specchi, fui io a rimanere a bocca aperta. Ma le meraviglie, coincidenze o fatalità non finirono in quell'istante. Gran parte del mio viaggio lo feci con lui. Partendo da Temuco, attraversando una serie di regioni, scendemmo fino alla Patagonia. E' stata una delle esperienze più belle e sensazionali della mia vita. Indimenticabili e speciali furono i luoghi che visitammo così come lo furono anche gli incontri che facemmo durante il tragitto. Giorno dopo giorno, chilometro dopo chilometro, passo dopo passo e respiro dopo respiro giunsi a sbrogliare la matassa, nulla sembrava accadere per caso ed alcune certezze emersero alla mia coscienza in maniera semplice ed inaspettata. La sensazione più forte e costante, visitando queste zone, talvolta aspre, in altri casi amene, è stata quella di appartenere a qualcosa di più grande: talvolta la presenza di Dio si poteva quasi respirare. Ho riscoperto una spiritualità che spesso avevo dimenticato. L'uomo è un essere straordinario, sorprendente e illuminato nel suo cammino ma troppo spesso ciò che ci circonda nella vita quotidiana offusca il nostro percorso.
Questo romanzo rappresenta il compimento dell'ultima certezza di questa fase. Ora sono pronto per un nuovo ciclo e l'avventura di Astrid mi offre le coordinate per il futuro.
Marco Crescini - maggio 2017

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